Una bella gita sul Tevere

Biondo Tevere lo chiamavano gli antichi romani alludendo al suo colore già allora non particolarmente limpido; e su quelle acque si sono sviluppate civiltà, si sono fatte guerre, ma soprattutto si sono svolte attività commerciali.

Chi vive a Roma o chi viene  per turismo vede il Tevere dai ponti, ne conosce qualche ansa, ma spesso non si sofferma a immaginare il suo percorso e la sua storia.

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Noi abbiamo voluto scoprire qualcosa di più e siamo andate a fare una gita insolita e molto interessante che ci ha portato in barca proprio lungo il corso del Tevere, fiume che nasce in Emilia Romagna e scorre per oltre 400 km. Noi, grazie all’ associazione Euroturisport,  percorriamo gli ultimi 30 km, i più importanti, perché nell’antichità venivano utilizzati per scopi commerciali, di trasporto, appunto.

Eccoci con Walter che ha creato l'associazione Euroturisport
Eccoci con Walter che ha creato l’associazione Euroturisport

In macchina lo stesso percorso si farebbe in 20 minuti,  in barca due ore, tanto per renderci conto del percorso.

 

Una volta da Ostia antica mettevano su chiatte i prodotti; veniva fatto per lo più trasporto animale e il tempo impiegato era di tre giorni e tre notti. C’erano le stazioni  tra Roma e Ostia per far mangiare gli animali; ancora oggi c’ è un paese che si chiama Mezzocammino che si chiama così perché si trovava appunto a metà strada.

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Olio grano e vino venivano trasportati in anfore.

Le anfore avavano dei puntali e le fissavano su un pavimento di sabbia c’è serviva per zavorrare; si facevano più piani.

C’erano anfore basse e cicciotte per il grano. Quelle lunghe per i liquidi in modo che non oscillassero e rischiassero di far oscillare la nave.

Basti pensare che il Monte dei cocci al Testaccio è praticamente fatto con i cocci delle anfore.

Testaceum in latino cocci, ecco perche testaccii.

L’unità di misura era di circa 25 litri.

La media di anfore trasportate dalle navi era di circa 10000 anfore.

L’altezza del fiume oggi è più alta di un tempo.

Sulla sponda destra c’era la popolazione etrusca su quella sinistra i romani. La sponda destra e sinistra si stabiliscono dando idealmente le spalle alla sorgente.

Sponda veientis era detta la sponda destra perché c’era Veio.

Il fiume faceva da limite tra le due popolazioni.

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C’erano i curatores, coloro che si occupavano di tenere pulite le rive del fiume; si vedono  anche casette delle cooperative di pescatori di anguille.

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Il capitone è la femmina dell’anguilla che non riesce a tornare nel mar dei sargassi da dove le anguille arrivano. Quindi nascono nell’acqua di mare e vivono nell’acqua dolce e si riproducono nell’acqua di mare (l’esatto contrario del Salmone).

Le anguille emettono una bava per difendersi quindi i pescatori devono lavare le reti e spazzolare per toglierla.

Sulla sponda sinistra c’è l’Eur dove si può vedere basilica di san Pietro e Paolo e Il Palazzo della civiltà.

 

Lungo il percorso si intravedono purtroppo anche delle buste di plastica sugli alberi, che sono però segno del punto fino al quale mostrano  il Tevere d’inverno si è innalzato perché i rifiuti si impigliano nelle chiome.

A piazza di Spagna la fontana della Barcaccia è detta cosí perché  una inondazione aveva portato due barche nel 1598 fino a piazza di Spagna e ha deviato il percorso del Tevere in zona di Ostia dove c’è il castello di Giulio II. Bernini fu colpito da questo episodio e fece quella fontana.

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Continuando nella navigazione si vede il ponte “con le bretelle” dell’ingegner Nervi che ha fatto una costruzione a pensilina. Queste “bretelle” reggono il manto stradale che si rompeva sempre prima.

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Incontriamo un airone cenerino sulla sponda destra e anche germani reali che stanno al riparo sulle sponde perché hanno caldo.

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Lungo la riva vediamo anche un nido di un uccello chiamato pendolino. Viene costruito con quello che chiamiamo il polline dei pioppi precisamente il pap dei pioppi e dei salici, che è una specie di lanugine.

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Con un acido acetilsalicilico e preso da lanugine dei salici.

A destra incontriamo anche tartarughe che riescono a raggiungere i 50 cm di grandezza.

Sulle pareti sabbiose si vedono quando non sono coperti da vegetazione dei buchini perfetti che sono i  nidi dei gruccioni uccelli dell’Africa; creano delle vere proprie stanzette laterali in modo che un serpente che attacchi non riesca a girarsi o salire.

 

Ci sono delle chiuse (la pendenza delle acqua naturale oggi non c’è più con livello stradale piu alto e quindi c’è ora una idrovora che fa lo stesso lavoro ma meccanicamente) all’altezza di Polidoro e maccarese.

 

Si vede la biforcazione; l’isola sacra in parte bagnata da acqua di mare e in parte da acqua dolce.

 

L’unica strada era la via portuense e s trovava sulla sponda destra.

Ostia antica era un attracco fluviale; tutte le navi dall’estero si fermavano a Ostia quando il mare era calmo se no il più vicino era Pozzuoli prima di Ostia, fondata nel IV secolo a.C. Come accampamento militare in origine.

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Ostia si chiama così perché stava sulla foce del fiume dove detriti e corrente ora hanno aggiunto 4 km di costa. A causa dell’insufficienza del porto fluviale Claudio iniziò nel 42 d.C. la costruzione di un porto artificiale più a nord, collegato al Tevere da un canale artificiale e dotato di un faro; un secondo porto esagonale venne costruito tra il 106 e il 113 sotto che costruisce una fossa detta traianea, oggi canale di Fiumicino.

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Prima di tornare indietro non può mancare un buon pranzetto ma anche una passeggiata  ad Ostia Antica. All’epoca del suo massimo sviluppo la città romana di Ostia raggiunse i 75.000 abitanti, ma declinò con la crisi del III secolo. Ebbe una ripresa nel IV secolo come sede residenziale, mentre le attività commerciali e amministrative si erano spostate nella città di Porto.

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Già dal III secolo fu sede episcopale. L’acquedotto cessò di funzionare alla fine del V secolo. Nel 537, nel corso di un assedio dei Goti fu difesa dal generale bizantino Belisario. La città era tuttavia ormai decaduta e spopolata.

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www.euroturisport.com

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We had a nice trip on the Tiber boat thanks to the association Euroturisport . We covered The ” blond Tiber ” , as they called him the ancient Romans , the last 30 km to the mouth. A very interesting route that we recommend to everyone. And before returning to Rome , it could not miss a nice day trip to Ancient Ostia!

 

4 thoughts on “Una bella gita sul Tevere

  1. Carissime Laura e Silvia,
    molto bella e interessante la vostra descrizione. Ottima decisione illustrare il Tevere e la sua storia sul Vostro blog. Scrivete sempre, leggo tutto quanto redigete sul Vostro diario elettronico. Ma per essere sempre tanto belle, vi conservate IN OIL ??
    Bacioni !!

  2. il tevere ha sempre il suo fascino ma laura con gli occhiali da vista non l’avevo mai vista

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