Madrid in due giorni: da Puerta del Sol alle tapas, senza dimenticare i capolavori del Museo del Prado

Viaggiare nelle capitali europee si può, anche in due giorni. Madrid è a poco più di un’ora di volo; meglio scegliere un albergo centrale per muoversi a piedi, in metro o con pochi euro di taxi.

Laura Squizzato sotto il simbolo di Madrid in Puerta del Sol (abito Sandro Ferrone)

Avendo poco tempo, mi sono diretta subito verso Puerta del Sol, convinta di fare una gita in autonomia, ma proprio mentre mi fotografavo sotto al simbolo di Madrid, l’orso che mangia i frutti dell’albero di corbezzolo, mi sono imbattuta in una guida free che raccoglieva i turisti e li divideva tra chi voleva ascoltare le spiegazioni in spagnolo e chi  in inglese. Incuriosita ho cominciato  a seguirli e ho scoperto tante cose.

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Innanzitutto, l’orso è il simbolo di Madrid perché questo animale era molto comune in tutta la Spagna e in particolare nella zona dove poi sorse Madrid. Secondo alcuni il nome originale della città era proprio Ursaria (terra degli orsi in latino), anche se il nome registrato più antico è Magerit e significa luogo di abbondante acqua.

L’albero  è il madrogno, ossia il corbezzolo. La statua dello scultore Antonio Navarro Santa Fe è sempre stata a Puerta del Sol, la piazza famosa anche per l’enorme neon pubblicitario dello sherry Tio Pepe che la  domina,dove si trova anche il chilometro zero per calcolare le distanze dello stato spagnolo e dove i madrileni si ritrovano tradizionalmente l’ultimo dell’anno. 

Isabella II fu la prima regina regnante di Spagna: il padre modificò la legge visto che dopo tre matrimoni non aveva ancora l’erede maschio

Con un breve percorso a piedi poi si raggiunge Piazza di Isabella II, piccola ma carina, circondata da edifici eleganti: dopo l’abrogazione della legge salica (il padre ebbe tre matrimoni e solo due figlie femmine e quindi non aveva l’erede maschio), venne prescelta come erede al trono e successore di Ferdinando VII e regnò dal 1833 al 1868.

Realizzata nel ‘600 da Pietro Tacca su disegno di Velasquez, la stata equestre di Filippo IV venne posizionata con il piedistallo lì solo nell’ 800 per volontà di Isabella II. E’ considerata la prima scultura con le gambe del cavallo anteriori sollevate (vi fu anche la consulenza scientifica di Galileo Galilei per assicurarne la stabilità)

Da visitare anche Plaza de Oriente, a est del Palazzo Reale di Madrid (nella zona occidentale della città!), con il monumento equestre dedicato a Filippo IV di Spagna, che coltivò molto le arti ( Fu mecenate di Rubens e Velasquez)

Una curiosità interessante e che pochi conoscono è che nelle statue dei re a cavallo la posizione delle zampe dell’animale può dirci come sia morto il sovrano: se in battaglia (allora sono sollevate entrambe le zampe), per una ferita riportata durante un combattimento (allora è alzata solo una) o pacificamente nel suo letto (in questo caso le quattro zampe toccano terra). 

Da qui si arriva velocemente a Palazzo Reale, il più grande d’ Europa : dopo il terribile incendio del 1734,Filippo V lo fece ricostruire sullo stesso luogo ma solo in pietra e con maggiore sfarzo, sull’onda della moda di Versailles.

Sul percorso, non bisogna mancare di visitare la Cattedrale dell’Almudena: davanti neoclassica, dietro neogotica. 

Plaza de Paja invece fu  la prima piazza di Madrid, quando Filippo  II decise di spostare la capitale da Toledo a Madrid perché era al centro della Spagna. Filippo III poi spostò  la piazza principale da Plaza de Paja, piccola e in discesa, a Plaza Major che prima era in legno ma al terzo incendio fu ricostruita come un prezioso salotto (èinfatti  circondata da edifici sui quattro lati), dove si trova la  statua di Filippo III

Non si può non mangiare al Botìn, uno dei più antichi ristoranti e precisamente il più antico che è rimasto sempre aperto (a Londra e Parigi ci  sono ristoranti che vantano la stessa o maggiore antichità, ma hanno chiuso in alcuni periodi).

Il Botìn, uno dei più antichi ristoranti d’Europa

Prima di cena è un’ottima idea cercare dietro Plaza Major La Méson del Chapinòn, dove degustare funghi bollenti conditi con olio e sangria.

Passate anche per Plaza Santa Ana: qui c’ è il bar preferito da Hemingway ed è la cosiddetta Tapas aerea. Alfonso X visto che c’ era il problema dell’ alcool tra la popolazione, invece di proibirlo (sarebbe stato troppo impopolare) obbligò chi serviva alcolici a dare da mangiare qualcosa prima, per evitare il peggio. Per questo in Spagna  c’ è la tradizione di degustare sempre olive, formaggio, polpo o calamari fritti con vino e birra. Ma questa è solo una delle tradizioni sulle tapas: qualcun’altro dice che tapas deriva da tapar perché il boccale di vino nelle locande veniva sempre servito tapado ossia coperto da une fetta di prosciutto, salame, formaggio per una forma di igiene).

Il secondo giorno potete dedicarvi al Museo del Prado, dove perdervi in un mondo d’arte e capolavori. Sarebbe da starci una settimana intera, ma non di seguito, naturalmente.

2 thoughts on “Madrid in due giorni: da Puerta del Sol alle tapas, senza dimenticare i capolavori del Museo del Prado

  1. ci sono stato e’ bellissima madrid e le tapas buonissime , pero’ bisogna stare piu’ giorni per ammirare la sua bellezza , spero di ritornarci

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