Chi è di scena

Metti una sera in scena niente di meno che una tragedia classica come Antigone, per poi andare indietro nel tempo nella sala prova a vedere come è nato quello spettacolo.

Una sfida non facile fare metateatro, senza scadere nel già visto, nel già sentito, nel già scritto.

Eppure Chi è di scena, lo spettacolo di Claudio Boccaccini che abbiamo visto ieri , 10 giugno, al Teatro della Cometa a Roma, stupisce per la sua cifra stilistica e la sua realizzazione. Lo spettacolo, fuori concorso all’ interno della manifestazione teatrale Tutti in scena, giunta alla sua 31esima edizione, parte- come dicevamo- con un gruppo di attori  che proclamano i versi impegnativi e pomposi di una delle più famose tragedie appartenenti al ciclo di drammi tebani ispirati alla funesta sorte del re di Tebe Edipo, per poi scoprire appunto, con un flash back, le paure, gli errori, le incertezze ma anche gli aspetti buffi e inaspettati che hanno costellato la preparazione di questa opera.

C’è il regista-dio che arriva, detta, confonde, comanda, sgrida, ma allo stesso tempo insegna; ci sono gli attori che piangono, che pasticciano, che fanno domande inutili, ma che ci mettono tutta la loro passione. Ci sono gli attori con le loro storie personali e i loro perché, tutti diversi e sempre tutti veri: c’è chi viene lasciata  dal marito, stanco della “deriva artistica” della moglie, proprio prima di andare in scena, c’è il milanese stufo della vita matrimoniale, c’è l’uomo di una certa età a cui dicono che per la sua bella voce avrebbe dovuto fare l’attore, c’è quella un po’ strampalata  troppo soggetta all’emozione, c’è l’attrice che fa l’attrice, ma senza una vera passione e confida di voler fare la dipendente del catasto ( personaggio interpretato dalla brava, bella e spontanea Maresa Merlino).

Qui Laura e Silvia Squizzato con la bella Maresa Merlino al termine dello spettacolo

C’è, insomma, in un intreccio tra realtà e recita, tutto l’universo maschile e femminile, c’è il teatro e c’è la vita, c’è il teatro che è vita.

Al termine dello spettacolo una foto di gruppo con alcuni amici di Maresa: i No + 1 , Giancarlo Magalli e Max Tortora, compagno di Maresa.

 

P.S.: in scena non è andata una compagnia teatrale, ma la scuola di Teatro La Stazione, cioè attori che nella vita fanno i dipendenti, i medici, gli artigiani, i professori.

Chi è di scena al Teatro della Cometa ci ha fatto ammirare dei professionisti, facendoci dimenticare che non erano dei “professionisti a tempo pieno”!

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